HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Ambient

Pink Floyd – Quicksilver (1969)


Nel ’69 l’Ambient siderale era così: I Floyd anticipavano in questo modo i tempi.

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Uruk – Mysterium Coniunctionis | Neural


[Letto su Neural]

La collaborazione fra Massimo Pupillo (Zu, Ardecore) e Timothy Lewis, aka Thighpaulsandra (Coil) si era già concretizzata lo scorso anno, il 2017, quando fu realizzato per la Consouling Sounds a dicembre Leave A Silver Trail Through Blackness. Quella sensibilità dark ambient di allora si ritrova anche oggi in questo Mysterium Coniunctionis, progetto sonoro dalla struttura ancora più dronica e dalle trame post-apocalittiche, con sonorità molto cupe, sibilanti e come tenuemente raschiate nella prima parte, “Spagyria”, suite millimetrica nel dare vita a inviluppi anche industrial dal sapore cyber-cinematico. Pure nella seconda composizione, “Solve Et Coagula”, anche questa attorno i venti minuti di durata, il duo non si discosta poi troppo per atmosfere e coerenza della narrazione, tra emergenze auditive quasi impercettibili, dilatate arie e trasalimenti romantici. Suggestioni bene sintetizzate visivamente, inoltre, nelle foto di Francis Meslet scelte per l’artwork e intrise d’un elegante “ruin porn”. L’ambientazione da “castello abbandonato” ben s’addice infatti alle oniriche arie apparecchiate dai due sperimentatori, che sembrano finalmente aver trovato una distintiva ed efficace cifra stilistica. Nondimeno il titolo dell’album fa la sua parte nella confezione d’una simile personale mitologia: il riferimento infatti è allo psicologo Carl Gustav Jung e alle sue “riflessioni alchemiche”, un testo seminale e a sua volta ricco di forme, simboli, concetti e immagini, una sorta di passe-partout concettuale nell’evocare quello che la separazione e composizione degli opposti psichici comporta. In questo caso gli estremi tirati in ballo sono quelli di strutture musicali differenti che – tuttavia – sembrano irresistibilmente attrarsi (così come la proto-chimica alchemica può riuscire ad irretire ed ispirare anche un pensiero fortemente razionale). Numerosi sono i passaggi contemplativi ma altrettante le concatenazioni più noisy, fra digitale e analogico, con un’elettronica comunque pulsante, piena di suoni di sintesi, fluida e con effetti space. L’esatta miscelazione degli elementi messi in opera sembra essa stessa una sorta di rituale forma di conoscenza, sostanza densa e coinvolgente che attraversa quindi più generi, evocando atmosfere immersive, ricche di tensione, nebulose e spettrali.

VORTEX live at Phobos (dark ambient concert)


Le profonde empatie degli abissi sensoriali, lì dove le dimensioni sono tutt’altro.

LoopKlängeNoise by Magnetica Ars Lab and Maurizio Bianchi MB


 

Promo di un po’ di tempo fa per un lavoro che conosco bene solo oggi: LoopKlängeNoise – verses without words (2013) music by Magnetica Ars Lab and Maurizio Bianchi MB (extract from the album: LoopKlängeNoise – verses without words, 2013 – www.magnetica.org). Un paio di recensioni in giro per la Rete per questo disco sublime, in oscillazione perenne tra Industrial e Dark Ambient: qui e qui (dell’amico di vecchia data, mai troppo citato, Carmine Mangone). Disco da non perdere, per nessun motivo, per nessuna errata congiuntura dell’energia cosmica (grazie, Arnaldo).

Dark City Ambient


Oceani siderali di magmatica oscurità matematica, aliena, in formazione psichica.

Dead Melodies – Glades


Residui di civiltà labiali, al limite dell’inconoscibile.

Eraldo Bernocchi & Chihei Hatakeyama – Solitary Universe | Neural


[Letto su Neural]

Per molti compositori contemporanei e soprattutto negli alvei della sperimentazione più tendenziosa e concettuale, dopo la sbornia audio-video tra la fine degli anni novanta e le prime due decadi del Nuovo Millennio, sembra adesso essere arrivato il momento di un retour à l’ordre. Ciò avviene spesso a latere di progetti musicali piuttosto astratti e in conseguenza di molteplici suggestioni e immagini. Quest’ultime sono di frequente decisamente statiche, fotografiche e più tradizionali di quelle viste “in movimento” nelle stagioni passate. È un fiorire ultimamente di tutta una serie di uscite presentate con in aggiunta corposi book, nell’apoteosi d’un ritorno alla stampa, che come qualcuno ha bene sottolineato, evidentemente non è mai morta. È uno stato in attesa (”Waiting”), esattamente come il titolo della prima traccia che parte dal nostro lettore CD, quello di simili post-avanguardie, che qui sono splendidamente rappresentate da Eraldo Bernocchi, compositore, musicista e produttore discografico dalle molte influenze e Chihei Hatakeyama, chitarrista ambient giapponese, altrettanto eclettico e a suo agio fra risonanze, loop dilatatissimi, cambi di volume e quietismi. Pure il titolo della seconda traccia, “Those Glorious Days”, ci suggerisce sibilline concatenazioni fra quello che è impresso nei solchi e discorsi di più ampio respiro sulla situazione oggi della musica di ricerca, sul suo pubblico e su come sopravviveranno forme artistiche non più “monolitiche” – pur se di nicchia – come un tempo. L’album nel suo complesso è certamente elegantissimo e ben confezionato, impressivi sono l’artwork di Petulia Mattioli e le immagini di Yasushi Miura, calibrata la miscela fra suoni inanimati e più beatifiche sequenze, lungo le cinque tracce presentate, usando perlopiù chitarre ed effetti, sollecitando strutture ariose e meditative. Sono paesaggi inorganici quelli di “Shapeless Buildings” e riportano a qualcosa di non più abitato, senza oramai una funzione precisa o un destino. Così in “The Mistakes Box” o prima di chiudere con “Unopened Letters”, quest’ultima appena più ariosa e serena rispetto alle altre del cespo. Aleggia sempre un pizzico di malinconia latente, evidentemente parte imprescindibile della cifra stilistica voluta in essere dal duo, resa pienamente fra bianco e nero e colore anche nelle foto di Miura, un coacervo di spazi metropolitani ed elementi più tradizionali, di artefatti e natura, momenti intimi e scatti più enigmatici.

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

multa paucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

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