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NeXT Hyper ObscureImpero Connettivo

Stato sconfinato (di mia invenzione) in grado di dominare non solo sullo spazio (sistema solare, anche oltre), ma anche sul tempo. L’Imperatore è un monarca assoluto, modellato sui regnanti romani.
Al pari dello Stato romano, non tutto il territorio possibile è dominato; esistono i confini e un vasto luogo esterno di cui, all’interno dell’Impero, si hanno nozioni imprecise. L’Imperatore è un alieno, un Nephilim; la sua stirpe vive da prima che l’uomo cominciasse a camminare e ha visto tutte le sue epoche, fino al postumanismo; l’imperatore si serve di alcuni funzionari postumani che compaiono spesso, sia nei romanzi che nei racconti.
Nel territorio imperiale vige, come moneta, l’informazione; per questo motivo tutti i postumani che vi abitano hanno spiccate caratteristiche connettive che li pone in LAN cerebrale – nulla di craniale, i processi che portano alla condivisione attraversano, per lo più, lo spettro delle possibilità genetiche. Nell’Impero, essendo esso un organismo statale che si fonda anche sul tempo, il dominio delle ombre e degli spettri, dei ricordi non morti, ha un posto di rilievo nella vita dei soggetti postumani, molti dei quali hanno sviluppato – attraverso clade genetiche – sensibilità verso l’occulto.
Per la saga ho scritto tre romanzi (L’Impero, che ha dato spunto al fumetto Florian dell’Impero; Nel Basso Impero Connettivo e Kaos the book) corredati da tre raccolte di racconti (Feel, A la page e The garden of delay); con Marco “Pykmil” Milani ho scritto anche il romanzo PtaxGhu6. Ulteriori connessioni “imperiali” sono quelle con Kaos the book e i lavori visivi (La trentunesima ora e il suo spin-off, non ancora realizzato, Kaos the film), nonché col personale reading multimediale From a fuzzy point of view, sono stringenti e cercano di dare il senso di un’opera olografica e avvolgente, che abbraccia molte arti: scrittura, cinematografica, oratoria, musicale, empatica.
L’immagine in alto è Il ladro di stelle, di Nimiel.

