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NeXT Hyper Obscure

Archivio per novembre 1, 2019

CHILE – Roger Waters


Una nota video di Roger Waters sulla situazione cilena, sul fascismo di Stato che sgorga di nuovo come un rigurgito dalle fogne. Seguitelo fino in fondo.

hunger


Nautilus craniale, in sostanziale trascendenza acquatica.

Independent Legions presenta “Il corvo e tutte le poesie” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova pubblicazione per Independent Legions: Il corvo e tutte le poesie, chiaramente un’opera che è su Edgar Allan Poe. La quarta:

Independent Legions presenta Il corvo e tutte le poesie, la raccolta dei versi di Edgar Allan Poe. Le poesie sono tradotte dal poeta Premio Bram Stoker Award e Elgin Award Alessandro Manzetti.

Contenuti Extra: Le libere reinterpretazioni di Alessandro Manzetti delle poesie: Il Corvo (The Raven), La Dormiente (The Sleeper) e Annabel Lee (Annabel Lee). Edizione Collection a tiratura limitata (200 copie) e copie numerate.

Atrium Carceri & Cities Last Broadcast – Chaos Unmade


Le distorsioni dello spaziotempo dentro al kernel del tuo enclave psichico.

Come nasce il carattere di una città? | L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto un interessante articolo che si riveste di UrbanFantasy, andando a ricercare l’anima dei luoghi, un po’ come il genius loci degli antichi Romani. Un estratto:

Ci sono tanti libri che possono aiutarci nel cogliere i segni di queste evoluzioni. Quest’anno è impossibile non citare almeno Lo stradone (Ponte alle Grazie) di Francesco Pecoraro, la cui Città di Dio è certamente Roma e il cui stradone sembra proprio essere qualcosa tra le parti di via di Valle Aurelia e Via Baldo degli Ubaldi e quell’oggetto sfuggente e misterioso che è Remoria (minimum fax) di Valerio Mattioli, la cui città invertita è l’anti-Roma di Romolo, una costellazione di periferie scaturite da un parto mostruoso – diciamo pure, da una defecazione – dell’ano-uroboros GRA. Ma qui non parlerò di questi libri, per tracciare i precari confini di un discorso per sua natura inesauribile ora mi servirò di altri due testi: il mitico Roma moderna (Einaudi) dell’urbanista Italo Insolera e Firenze 1450, Firenze oggi (Olschki) di Cristina Acidini e Elena Guerrieri. Quest’ultimo è un piccolo e prezioso volume che riproduce fedelmente le illustrazioni dell’orafo fiorentino Marco di Bartolomeo Rustici, che attorno al 1450, nel suo Codice Rustici, un testo simbolico che è di fatto un Itinerarium mentis in Deum, nonché un vagheggiato pellegrinaggio letterario in Terra Santa, trova occasione di ritrarre moltissimi scorci della sua Firenze, offrendone la più dettagliata e precisa “fotografia storica” a nostra disposizione al giorno d’oggi. Il documento è eccezionale per la quantità di dettagli che Rustici ha disegnato e che ci consentono di apprezzare i cambiamenti di tante parti della città dall’epoca del suo massimo splendore a oggi (e tutte le illustrazioni che trovate in questo articolo sono tratte da lì). Prima di arrivarci però osserviamo i cambiamenti ancor più radicali che hanno investito la storia di un’altra città negli ultimi due secoli: Roma.

“Risulta dal calcolo che Roma è sei volte meno popolata di Parigi e sette volte meno di Londra. Ha la metà degli abitanti di Amsterdam dalla quale è ancor più lontana per ricchezza. Non ha marina, non manifatture, né traffici. I palazzi tanto vantati non sono tutti ugualmente belli perché tenuti male; la maggior parte delle abitazioni private è miserabile. Il selciato è cattivo… le strade sudice e strette e non sono spazzate se non dalla pioggia, che vi cade molto di rado. La città, formicolante di chiese e di conventi, è quasi deserta a oriente e a mezzogiorno. Si dia pure un cerchio di dodici miglia alle sue mura; questo cerchio è riempito da terre incolte, da campi, da orti… Ebbe ragione chi disse che i sette colli, una volta ornamento della città, oggi non le servono che per tomba!”

Questa è la voce “Rome” scritta dal cavaliere de Joncourt per l’Encyclopédie. L’ho presa in prestito da Roma moderna, ancor oggi il miglior breviario per orientarsi nella trasformazione cui è andata incontro la capitale negli ultimi due secoli. Le storie dei cambiamenti di Roma e di Firenze per altro si intrecciano proprio nell’800, quando avvenne il passaggio di consegne per il trasferimento della capitale. L’evento, del 1871, è stato capace di creare sconquassi in entrambe le città, prima a Firenze, che per i lavori di ammodernamento urbano subì interventi invasivi. Il più noto è forse la rinuncia quasi totale alla splendida cerchia muraria, un evento simile a quello avvenuto in molte altre città europee, certo, ma che non ha mai smesso di farmi domandare se non si sarebbe potuto fare diversamente, o se non si sarebbe potuto fare meglio. Occorreva davvero abbatterle in misura quasi totale? I viali di circonvallazione non potevano essere costruiti oltre il perimetro delle mura e non interamente al posto di quelle? Oppure ancora, non si sarebbero potute studiare soluzioni più morbide, che prevedessero una maggiore conservazione degli antichi bastioni? Altro: lo sventramento dell’antico mercato nell’attuale Piazza della Repubblica, al posto del quale sorse una piazza dal gusto “piemontese” che è decisamente la più brutta del centro cittadino, fuori contesto con i suoi passage pedonali alla parigina (qui decisamente estranei) e una magniloquenza pomposa e bolsa, sventramento che è andato a soppiantare un quartiere di edifici bassi e pittoreschi, non avrebbe potuto essere effettuato per mezzo di un più mirato svuotamento operato con maggior tatto e senso di integrazione urbanistica? Sono domande ormai impossibili a cui del resto risponde – mettendo le mani avanti – la piazza stessa, per mezzo di un’iscrizione al sommo dell’arco che unendo due edifici la apre magniloquentemente: “L’antico centro della città da secolare squallore a vita nuova restituito”. Il problema è che il panorama è squallido a sua volta e con la sua magniloquenza diventa una stigmata di una città che non è stata capace di ripensarsi. Ed è un peccato tanto maggiore in considerazione dell’esattezza puntuale dell’affermazione “antico centro”, se si considera che proprio in Piazza della Repubblica, dove sorge la Colonna dell’Abbondanza, si trova il centro esatto della Florentia romana, il punto in cui si incontravano cardo e decumano, le due direttive cardine da cui scaturì il primo tracciato cittadino.

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

listen to the tales as we all rationalize

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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SCIVOLO.

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boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

MITOLOGIA ELFICA

Storie e Leggende dal Nascondiglio

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Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

Luke Atkins

Film, Music, and Television Critic

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Racconti di viaggi e di emozioni.

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Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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Duemila anni di Storia Romana

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The blog of fantasy writer Storm Constantine

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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