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Archivio per marzo 22, 2017

Giovanni Agnoloni, “L’ultimo angolo di mondo finito” (Galaad Edizioni): presentazione a Roma il 23 marzo – CRITICA IMPURA


Ricordo la presentazione a Roma di domani 23 marzo, alle ore 18.00 presso la libreria di Giorgio Galli, L’Orto dei libri, Via dei Lincei 31, del nuovo romanzo di Giovanni “Kosmos” Agnoloni, L’ultimo mondo finito, che chiude la Trilogia della Fine di Internet; Insieme a SoniaCaporossi presenterò Giovanni illustrando le forze salienti del libro – qui una mia piccola recensione.

Siamo nel 2029. Internet è crollato da quasi quattro anni in Europa, e la crisi della comunicazione si è ormai estesa alla telefonia, mentre le principali città sono state gradualmente invase da ologrammi intelligenti, “cloni” immateriali in grado di orientare il comportamento delle persone. Negli Stati Uniti il sabotaggio della Rete ordito dal movimento degli Anonimi è fallito, e internet è rinato grazie a un progetto di copertura wireless mediante l’uso di droni. Sospese tra questi due grandi poli di eventi, si svolgono le vicende di Kasper Van der Maart, spintosi fino a New York sulle tracce della scrittrice Kristine Klemens, scomparsa nel nulla, e di quattro affiliati degli Anonimi impegnati nella ricerca delle fonti di misteriosi segnali elettromagnetici, possibili sorgenti di una nuova Rete europea: Emanuela, che esplora la Bosnia, Aurelio, che attraversa il Portogallo, e i fratelli Ahmed e Amina, spersi nel Sud Italia. Queste indagini incrociate porteranno alla luce sorprendenti verità nascoste, legate al contesto politico e tecnologico generale ma anche al passato dei protagonisti, per i quali si schiuderà un orizzonte di percezioni capace di connetterli tutti, creando un ponte di comunicazione con chi è già “al di là del confine”. Dopo Sentieri di notte (già pubblicato anche in Spagna e in Polonia), Partita di anime e La casa degli anonimi, L’ultimo angolo di mondo finito conclude la serie della fine di internet e rivela, nel suo epilogo, l’identità e lo scopo della mente che fin dall’inizio ha tessuto le fila degli avvenimenti.

The Quantum Mechanic | Emanuele Manco


Disponibile su Amazon la traduzione de Il meccanico quantistico, di Emanuele “Manex” Manco. Dalla quarta in inglese:

The adventures of Giac, the quantum mechanic, repairing cars with Schrödinger’s cats and tackling the apparent contradictions of a chaotic universe.

In uscita Stateless, un estratto di sei mesi emozionali presi da HyperHouse


Sta uscendo un po’ ovunque – a cominciare da Amazon – il mio Stateless, un estratto di pensieri molto emozionali apparsi su questo blog nel periodo compreso tra marzo e settembre 2016. È stato un momento, quello, davvero particolare della mia vita, cambiamenti che hanno innescato una creatività inedita per me, più di mezzo migliaio di cartelle trasformatesi in deliri connettivi e trascendenze psico_siderali_sciamaniche e in tutto ciò, il contenuto di Stateless ha definito una parte importante della mia anima dell’anno scorso, è stato il modo con cui ho scaricato le mie tensioni interiori prima di trasformarle in versi, racconti e romanzi. Se vi va, buttateci un occhio con un piccolo esborso, cosa di cui vi sarò eternamente grato. Grazie a voi e grazie infinite a Roberto Guerra dell’Asino Rosso, che ha creduto fin da subito in quest’operazione emozionale, dandole poi la forma definitiva.

“Microversi da un Avatar quantico”. Più noto come esponente di spicco della nuova fantascienza italiana cosiddetta Connettivista, diverse pubblicazioni rilevanti, già Premio Urania Mondadori, Sandro Battisti presenta ora nanosperimentazioni linguistiche e semplicemente sorprendenti. Anche, infatti, blogger creativo (scrive anche su Fantascienza.com) nel suo personal universo parallelo nella Rete, oltre a cartografare puntualmente il divenire della science fiction contemporanea, da tempo innesta parole diversamente poetiche compresse come un microchip quantico. In una manciata letterale di versi dilatati come coriandoli lanciati nello spazio, la parola esita come in assenza di gravità, sembrano messaggi criptati di una specie aliena inviati sulla Terra con password prossime alla pubblicità d’avanguardia ancora non creata oppure a ideogrammi Zen o geroglifici o persino Haiku d’Oriente.

Edited by Jérôme Delormas, Michaële Liénart, Clémence Seurat – Extra Fantômes | Neural


[Letto su Neural]

Sembra che ci sia una relazione nascosta tra i momenti della storia in cui la tecnologia istiga a dei cambiamenti strutturali e un aumento d’interesse per il paranormale e il soprannaturale. Una possibile spiegazione di ciò è che tutto questo appartenga al regno dell’invisibile in espansione. Altre spiegazioni sono che i fantasmi, come i media, sono effimeri, volatili e ricchi di contenuti. Sin dai primordiali momenti in cui la fotografia è stata utilizzata per catturare immagini spettrali o fenomeni paranormali, fino all’uso di Electronic Voice Phenomena (EVP), il collegamento tra il paranormale e i media ha assunto forme diverse. La pubblicazione in questione è il catalogo della mostra “Extra Fantômes. Il reale, il falso, l’incerto”, che ha avuto luogo presso la Gaité Lyrique di Parigi nel 2016. Questa mostra ha ottenuto un’eco e una più ampia attenzione di recente, fornendo la giusta connessione tra fantasmi e media (“Awake Are Only the Spirits” all’ Hartware Medien Kunstverein nel 2009 e la mostra sui fotografi Anna & Bernhard Blume al Centre Pompidou nel 2015). È da sottolineare come il catalogo sia correttamente prodotto e i saggi opportunamente alternati alla presentazione di ogni opera e come tra gli studi presentati compaiano alcuni classici come “The New Aesthetic and its politics” di James Bridle, ma anche testi nuovi – o non facili da reperire – come “La Vérité Come Matière Flexible” di Elliot Woods, “Ether 2.0” di Marie Lechner o “Où Tu Vas, J’y Serai Toujours”di Finn Brunton, ricerche che definiscono in modo fresco e competente un campo culturale vago per natura.

Una Tomba per gli alieni: Gli animali


Dal blog di Uduvicio “LeoBulero” Attanagi. Pure perle emozionali…

Il mondo è pieno di dolore, gli animali lasciano le loro case e si incamminano verso le montagne. Ci sono gatti, cani, criceti, uccellini, serpenti, topini, ci sono bestie di ogni tipo, alcuni hanno dei collarini scintillanti altri cappottini, cose per proteggerli.

I padroni si svegliano nella notte, trovano le cucce, i divani, le sedie, i cuscini, le coperte, i tappeti, le poltrone, le amache, le mensole, i tavoli vuoti, ci sono tracce di calore, forme, piccoli sprofondamenti sulla superficie, ci sono segni delle creature che amavano.

Escono fuori e trovano altri padroni, sono usciti anche loro, si guardano, non dicono niente, ci sono centinaia di persone in pigiama, tremano dal freddo, hanno paura, guardano verso le montagne, il cielo sta diventando blu scuro, dentro di loro sentono crescere una strana nostalgia, un senso di fallimento e di cose perdute, una gigantesca disperazione.

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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