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Archivio per Francesco Cortonesi

La trentunesima ora – esperimenti visivi connettivisti


Agli albori delle attività connettiviste mi è capitato anche di recitare in un mediometraggio, dopo averlo cosceneggiato – assieme a Giovanni De Matteo, Marco Milani e Francesco Cortonesi – sulla base di un mio soggetto, e dopo aver individuato regista e attori. Parlo della Trentunesima Ora, e parlo anche del 2006; da allora, però, la voglia di esplorare il fantastico mondo del cinema mi è rimasta, e anzi è cresciuta a dismisura. Vi lascio alla sinossi del film, e se volete visionarlo non avete che da chiedere:

Un matematico è prossimo alla morte, un cancro lo sta divorando così come un gusto per lo studio dei numeri primi sta divorando la sua creatività: egli è convinto che dietro ogni numero primo si celi un messaggio, un criptico esistere delle dottrine occulte che hanno attraversato le ere degli uomini.
Feynman, il matematico, ha una storia con Ilaria, che è anche l’infermiera che segue i suoi frequenti soggiorni in ospedale; lei non sembra interessarsi ai numeri primi e non riesce a capire perché lui si ostini a rincorrere quelle bizzarre teorie, perdendoci il sonno e quel residuo di salute che gli è rimasta. Feynman è tormentato e fa fatica a discernere la realtà dai suoi pensieri, vede cose strane accadergli intorno che s’intrecciano, apparentemente, con i suoi deliri; tutto l’universo sembra parlargli e lui è ora certo di aver trovato la soluzione ai suoi supplizi cerebrali.
Ma Feynman è davvero al sicuro quando ritiene la sua scoperta attinente soltanto al mondo sottile delle dottrine occulte e non, invece, passibile di applicazioni pratiche?

Quindici anni fa


Nel pomeriggio di quindici anni fa aprivo il mio primo blog e scrivevo il primo post. Allora, il mio spazio si chiamava Cybergoth, il Connettivismo era in qualche modo già vivo ma non aveva per nulla i contorni e la consapevolezza non solo di adesso, ma nemmeno di quello che sarebbe stato già un paio di anni dopo. Su Cybergoth ero aiutato da un manipolo di amici che ritenevo giuste per l’esperimento, credo fossero altri quattro, tre dei quali continuano tuttora a vivere intensamente il Movimento (Umberto Bertani, Marco Milani e Francesco Cortonesi); De Matteo sarebbe arrivato nella line-up soltanto un mese dopo, e a quel punto l’onda caotica avrebbe cominciato a tracimare inarrestabile perché aveva raggiunto la massa critica, la creatività di tutti noi finalmente avrebbe presto raggiunto la completezza.

Nel pomeriggio di quindici anni fa è stato un po’ come cominciare, anche se l’inizio era partito un bel po’ prima; quindici anni fa non ero davvero cosciente di quello che sarebbe potuto accadere, avevo soltanto voglia di esprimere le mie idee, le mie sensazioni e visioni, incrementare la personale capacità di scrittura.

Grazie a tutti voi per tutti questi fantastici anni, che significa anche che il tempo è passato molto più in fretta di quanto lo abbiamo percepito. Ma quella è un’altra storia, perché il tempo non esiste (non qui, almeno).

T H E : N e X T : S T A T I O N | Dove eravamo rimasti?


È online il numero 4 della webzine NeXT-Station.org, curato come sempre da Giovanni De Matteo e Salvatore Proietti. In effetti, come dice Giovanni stesso nell’editoriale, è passato un po’ di tempo dal numero precedente della zine, che non vuol dire che si è stati fermi, ma tutt’altro. Il risultato è in calce all’editoriale, con una serie di articoli e rubriche (qui e qui i miei contributi) che appianano un po’ l’abisso del tempo passato, e dopo che NeXT è in stasi forzata da un eone più o meno simile a quello di NeXT-Station, ritrovare la voglia di fare informazione organizzata sulle volumetrie di una rivista è qualcosa che ci mancava, che mancava pure a me. Datevi da fare, leggete le novità che abbiamo disseminato nel tempo e preparatevi al salto quantico connettivo, si prevedono emancipazioni cognitive notevoli.

Zoopticon | Free animal, loved and respected


Sul blog di Roberto Contestabile, un post che relaziona un intervento del ben noto dalle nostre parti Francesco “DeadToday” Cortonesi, uno dei primi ad aver creduto nel Movimento Connettivo, ormai 13 anni fa, sia dal lato autoriale che cinematografico. Il tema? Antispecismo…

L’antispecismo è un movimento rivoluzionario che vuole mostrare ciò che pur essendo davanti ai nostri occhi viene abilmente nascosto da una società basata sul dominio. Un dominio subdolo che a sua volta viene occultato da una moltitudine di parole come “libertà”, “uguaglianza”, “solidarietà”, “fratellanza” usate impropriamente dal potere costituito come dei paraventi per rendere eticamente accettabile ciò che non lo è. La reclusione, proposta come forma positiva di controllo, strutturata secondo una precisa divisione spaziale trova nel Panopticon, la grande struttura utopica della fine del Settecento che Jeremy Bentham aveva immaginato, la figura architettonica ideale, riproducibile, a seconda delle esigenze, in forme perfettamente integrabili e accettabili nella società che ci avvolge.

Il suo effetto principale è indurre nel detenuto una coscienza del proprio stato di visibilità che assicurerebbe il funzionamento automatico del potere. Per Bentham il potere doveva essere visibile e al contempo inverificabile. Non sono più necessari strumenti coercitivi estremi come le catene, gli spazi totalmente ristretti, la violenza continua per ridurre alla docilità. Il detenuto deve percepire una parvenza di libertà all’interno dello spazio limitato e per far questo tutto quello che serve è che le separazioni siano nette e le aperture che permettono visibilità e controllo ben disposte. In poche parole, con il modello Panopticon la prigionia assume un’altra forma: non più coercizione estrema e punizione, ma controllo e osservazione.

Filmhorror.com – Cyborg Film Festival: al via la decima edizione!


Su FilmHorror la segnalazione della già decima edizione del Cyborg Film Festival, partito nel weekend scorso in Umbria e che si svilupperà fuori dalla sua sede naturale (Anghiari, Arezzo, il 29 settembre) fino a Genova, dove si concluderà il 15 ottobre. Segnalo anche una sezione del festival seguita dal nostro Francesco “DeadToday” Cortonesi intitolata “Animali e Fantascienza”.

Un saluto all’animatrice Luisella Chiribini, con la voglia di tornare al Cyborg!

Il dio dei polli – Free Animals, Loved & Respected


Dal blog di Roberto Contestabile la segnalazione di un racconto “a tema” di Francesco “DeadToday” Cortonesi, che è un piacere rileggere. Copioincollo il suo contributo, Il dio dei polli, che è breve e molto suggestivo.

“Il sole si acquatta lentamente dietro la collina. Le nuvole, venate di rosso sembrano vascelli ancorati alle montagne che circondano l’insenatura della valle. Nel sacco nero che Osvaldo porta sulle spalle, i pulcini si agitano disperati prigionieri di un cielo buio senza stelle. Gli alberi ondeggiano leggermente nella brezza e sembrano fantasmi che danzano al tramonto. Osvaldo getta a terra il sacco, prende la pala e inizia a scavare.
Ogni mese fa questo lavoro. Trenta, quaranta, cinquanta pulcini maschi, li chiude in un sacco e li seppellisce, poco lontano dalla fattoria. I pulcini maschi sono inutili alla produzione di uova, quelli che nascono vanno smaltiti. Questa comunque potrebbe essere l’ultima volta che fa così. La prossima settimana dovrebbe infatti arrivare il tritacarne e allora non dovrà far altro che metterli in una scatola e poi rovesciarli direttamente nell’imbuto che porta alle lame che riducono, in una manciata di secondi, i pulcini in tanti minuscoli granelli ottimi come mangime. Osvaldo scava, settanta, ottanta, novanta centimetri. Scava e fischietta. Poi prende il sacco e lo butta nel buco. Lo ricopre velocemente, mentre i pulcini si agitano nel sacco, scalpitano, pigolano. Osvaldo non li schiaccia più come faceva un tempo, la pala si macchia di sangue e tocca lavarla. Del resto, dopo l’ultima palata di terra, i pulcini tacciono. Osvaldo si ferma un istante a guardare il tramonto, a contemplare la campagna. Pensa a sua moglie, ai suoi due figli, Giovanni e Carolina. Quanto è fortunato si ripete, forse per la milionesima volta, quella è la vita che ha sempre desiderato. Una fattoria. Lontano dalle ansie. Lontano dalle angosce della città. Una bella famiglia, un bel lavoro. L’allevamento. Non molto grande. Abbastanza. Osvaldo torna verso la fattoria, non vede l’ora di mettersi a tavola. E’ ora di cena. Sta facendo buio. Tra le frasche che come muri di foglie e arbusti costeggiano il sentiero improvvisamente però sente qualcosa. Un rumore di passi, come di qualcuno che lo segue, forse un Animale. Osvaldo si ferma, si volta, non vuole mettersi a correre, non è nel suo carattere scappare e poi se fosse un Animale che vuole attaccarlo, un Cane selvatico mettiamo, probabilmente lo inseguirebbe. Vede le frasche muoversi. Oramai qualsiasi cosa sia è molto vicino, gli è quasi addosso. Osvaldo impugna la pala con due mani. Il mese scorso all’allevamento di Bernardo, giù a valle hanno rubato duecento Maiali. Ladri di bestiame. Puah. Se sono loro ne vuol lasciare almeno uno in terra. Sono ladri da poco, disperati, mai armati, organizzati a volte, ma non pericolosi. Ma cosa potrebbero mai volere da lui? Il borsello? L’orologio? Osvaldo si prepara a colpire. Tende i muscoli, alza la pala. Ora però è tutto silenzio. Osvaldo aspetta. Un minuto. Due. Cinque. Niente. Se era un Animale se ne è andato. Un Cinghiale sicuramente. Quelli appena sentono odore di uomo scappano a gambe levate, pensa Osvaldo, poi sorride della sua paura. Si sente uno sciocco. Osvaldo si volta e si riavvia verso casa. Fa qualche passo, cinque, dieci, quindici forse. Poi sente di nuovo le frasche agitarsi. Si ferma. Ma non ha certo intenzione di farsi prendere dalla paura come prima. Lentamente si avvicina al bordo del sentiero. Con una mano abbassa le frasche. Improvvisamente un colpo di becco potente come una picconata lo colpisce in piena fronte. L’osso del cranio si rompe. L’ultima cosa che Osvaldo intravede è un ombra.
Gli sembra quella di un pollo.
Un pollo gigante.
Poi Osvaldo cade a terra e muore.
Arriva l’alba e Osvaldo è ancora al centro del sentiero, disteso con le braccia larghe, come crocifisso e il cranio spaccato. Non lo hanno ancora trovato. Ci vorranno ancora due ore, ma lo stanno cercando. Così come nella stessa zona stanno cercando uno Struzzo scappato da un circo.”

Filmhorror.com – Torna il Cyborg Film Festival!


Con colpevole ma parziale ritardo segnalo, dal sito FilmHorror.com, l’annuncio del Cyborg FilmFestival di quest’anno, che si è svolto nel weekend appena concluso e che avrà una reprise dal 2 al 4 settembre (stavolta a Roma, non più ad Anghiari in provincia di Arezzo).

Torna ad Anghiari (Arezzo) il Cyborg Film Festival, uno dei più innovativi festival italiani dedicati alla fantascienza. Tre giorni per conoscere il meglio del meglio delle produzioni europee e non solo. Tra gli ospiti ci sarà anche il nostro Francesco “DeadToday” Cortonesi per parlare di La Scimmia, il romanzo di fantascienza ucronica sulla vivisezione che sta scrivendo. La prima parte di La Scimmia è stata pubblicata a puntate su VerdeRivista e si può leggere a questo link.

Un grande grazie a Luisella Chiribini che è sempre infaticabile nell’organizzare questo imperdibile festival di SF particolare, lontana dal clamore delle sale commerciali. Tornerò presto lì, è una volontà la mia, il Connettivismo è sempre stato ben accolto e io mi sono trovato ogni volta a casa…

Filmhorror.com – Ucronia, terrorismo, vivisezione: LA SCIMMIA, nuovo romanzo di Francesco Cortonesi!


Su FilmHorror la segnalazione (già evidenziata in passato su queste pagine) del nuovo lavoro di Francesco “DeadToday” Cortonesi: La scimmia. Ecco un passo della segnalazione attuale:

Cortonesi descrive La Scimmia come una sorta di romanzo di fantascienza ucronica lisergica postmoderna e postatomica che rilegge l’11 settembre con l’intenzione di parlare di vivisezione. Difficile dire cosa abbia veramente in mente il Nostro, ma le sedici puntate uscite fino a oggi sono davvero intriganti.

Due parole sulla trama: all’interno di una delle due Torri Gemelle, ricostruite dopo quella che sembra essere stata una catastrofe nucleare, un ex agente di sicurezza si interessa a un caso decisamente anomalo: una scimmia è stata uccisa al 91esimo piano. Inizia da qui una vera e propria discesa agli inferi porterà il protagonista a scoprire una terribile verità. Un avvertimento: la trama non è per niente lineare. Il nostro consiglio quindi è quello (in attesa di poter leggere il romanzo completo) di scegliere una puntata a caso e provare a vedere che effetto vi fa. Attenzione però, può dare dipendenza.

LA SCIMMIA (1/1) | VERDE RIVISTA


Romanzo a puntate da leggere online, per Francesco “Deadtoday” Cortonesi, connettivista della primissima ora e anche prima, pubblicato da RivisteVerde. Il titolo è La scimmia, e qui potete leggere la prima puntata, che poi continua qui.

In questa vita Francesco Cortonesi è stato speaker radiofonico notturno, sceneggiatore di cortometraggi di paura, autore di racconti dell’orrore e attivista per la liberazione animale. Ha pubblicato storie per i tipi di Lupo Editore, Alacran, il Foglio, Ferrara e Dunwich Edizioni. Il suo romanzo d’esordio s’intitola Gotham Polaroid e racconta le storie degli abitanti di Gotham City, senza che Batman si veda mai. Ha scritto articoli per Nocturno, Sci-Fi Now e Studi Lovecraftiani. Ha curato una mostra fotografica sulla storia di Nannetti Oreste Fernando, in arte Nof4, recluso a vita nel manicomio di Volterra.
Attualmente sta lavorando a
Reclusi: Storie di Persone Innocenti Arrestate, una mostra fotografica dedicata agli animali prigionieri negli zoo e nei circhi.
Vive ad Arezzo con due gatti in una casa infestata da quattro fantasmi che non fanno paura a nessuno.
Su Verde scrive racconti sul difficile rapporto uomo/animale. Questa è la prima parte del primo capitolo de La scimmia, un romanzo a puntate.

Sei un ex agente di sicurezza delle Torri. Indossi un completo scuro. Una camicia bianca. Una cravatta nera. Ti fai una domanda: perché lo hanno ucciso?
Se dovessi rispondere a questa domanda prendendo in considerazione ciò che la gente pensa – la maggior parte della gente – diresti: sicurezza, paura, sopravvivenza.
Secondo uno studio effettuato da alcuni sociologi dell’Università del trentaseiesimo piano, sicurezza, paura e sopravvivenza sono le tre parole a cui gli abitanti delle Torri pensano con più frequenza durante la fase REM. Sarebbero queste le parole che vengono percepite per prime in un campo di millecinquecento parole scelte tra le più ascoltate nel corso di una settimana tipo. Subito dopo l’inaugurazione delle Torri si poteva incontrare qualcuno in ascensore e la sera stessa invitarlo a cena. I sistemi di sicurezza si basavano sulla semplice routine degli agenti predisposti. Ma ora?
Ora a distanza di dieci anni la regola aurea è: non fidarti di nessuno.

Succederà.
Lo senti nell’aria. La bomba alla macelleria è un segnale. Gli anarcoanimalisti colpiranno ancora, quasi sicuramente il loro prossimo obiettivo sarà il giardino zoologico nel seminterrato, ma questa volta staranno ben attenti a non far correre il rischio a qualche animale. Associazione di idee: Lo zoo di Berlino fu inaugurato nel 1844. Durante il terzo Reich c’erano circa duemila animali. Dopo i bombardamenti del 1942 ne sopravvissero solo novantuno e la struttura fu completamente distrutta. Fu Hitler in persona a impedire ai tedeschi di mangiare gli animali sopravvissuti, mentre permise alla gente di abbattere gli alberi nei parchi pubblici per ricavarne legna da ardere. Questi sono i parallelismi da tenere in considerazione. La storia non si ripete, semmai percorre gli stessi sentieri aggiornando le tecniche di orientamento. Pensi a questo mentre aspetti che Carla finisca la sua sigaretta.

IL FILO A PIOMBO DELLE SCIENZE > La trentunesima ora


Post nostalgico – mai avrei pensato di scriverlo, il Connettivismo lascia passare troppo impunemente gli anni –  di Marco “Antares666” Moretti che rievoca così, in punta di tastiera e anima, matematica esoterica, il mediometraggio che insieme a Marco “pykmil” Milani, Giovanni “X” De Matteo e Francesco “DeadToday” Cortonesi pensammo e realizzammo nell’ormai lontano 2006: La trentunesima ora.

“Ho rivisto con estremo piacere La trentunesima ora, e mi sono immerso in complessi turbini di purissimi memi matematici. Intuizioni sui numeri primi mi hanno sfiorato come tentacoli, sfuggendomi sempre. Per un attimo mi è quasi parso di poter cogliere il segreto di Feynman, ma la musica delle quasar ancora una volta si è dissolta in me. Più consono alla mia natura, il personaggio di Nephilim rappresenta un’epifania dell’insondabile sempre viva in me.”

“La trentunesima ora è film di contenuti, poetico senza dubbio, con una storia che potrebbe vagamente ricordare Pi greco il teorema del delirio ma che in realtà cela al suo interno come scatole cinesi svariati argomenti, diciamo che può essere, come molte opere concettuali, analizzato e percepito secondo vari livelli di interpretazione. Personalmente, dopo averlo visto paio di volte per meglio coglierne tutti i riferimenti, sono riuscito ad apprezzare il lato indubbiamente nostalgico e onirico che circonda questa opera prima, l’andamento a spirale della storia che confonde finzione e realtà. I temi che la permeano sono importanti: il mistero della morte prima di tutto che si presenta in forma di visioni e allucinazioni da parte del protagonista, l’amore, il mistero dell’infinito, il dolore che ognuno di noi cela nei momenti di difficoltà o di malattia, per fluisce in un finale estremamente poetico e rivelatore.”

“Il corto, mi ha ricordato un po’ PI di Darren Aronofsky (ma l’associazione, era abbastanza scontata, avendo entrambi dei matematici ossessionati e malati come protagonisti 😉 ).
Belle le inquadrature, ed anche i colori mi sono piaciuti molto, specie il contrasto fra i colori accesi delle scene nell’ostello ed il buio delle inquadrature esterne. Non so se l’effetto grana nelle inquadrature notturne fosse voluto, ad ogni modo, ci stava bene. 🙂
È un film che, mentre lo guardi, al pari di PI, riesce a trasmetterti la paranoia e l’ossessione del protagonista. Capiterà di accorgersi di fare particolare attenzione ai numeri degli autobus che si vedono ed, in generale, a qualsiasi numero che appare sullo schermo. Verrà spontaneo cercare di trovare dei pattern nella grana delle inquadrature notturne. Gli eventi non seguono una cronologia lineare, quindi, è necessaria una seconda visione per cogliere certi particolari. Questo anche perché i dialoghi o, più comunemente, le didascalie (essendo un film quasi muto), sono molto ermetici. La trama sembra quasi funzionale all’atmosfera ed allo scopo dichiarato di coinvolgere lo spettatore nelle paranoie del protagonista.”

Qui è possibile reperire la sceneggiatura originale, una vera chicca questa che avevo dimenticato io stesso, insieme a tutte le splendide sessioni di registrazione e le estenuanti e psichiche sedute di montaggio. Grazie per questo splendido viaggio, Marco!

P.S. – Dovrei avere ancora una copia del DVD, il film non dovrebbe essere perso. Qui sotto il trailer.

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