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Archivio per aprile 12, 2016

I Vampiri della Bassa ritornano con Delos Digital! | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la gustosa segnalazione di questo romanzo cross-over, divertente già dall’introduzione. I Vampiri della Bassa di Chiara Negrini, per la DelosBooks.

Pedar, agricoltore sessantenne sposato con “la Maura”, viene morso “sul culo” da un cane vampiro in una mattina di fine maggio. La trasformazione in creatura sovrannaturale non tarda a subentrare, e da lì Sabbioni, la frazione del comune di Viadana (Mantova) in cui vive Pedar, comincia a essere teatro di avvenimenti sovrannaturali.

Tra la manifestazione di Grandi Antichi di lovecraftiana memoria, che scendono nella Bassa mantovana per utilizzare la locale bonifica per terribili fini; atterraggi di fortuna di alieni rettiliani con problemi psichiatrici; carpe mannare; maghe globalizzate; vampiri americani e vini che parlano, la Bassa non è più la stessa. Ma i suoi abitanti sono spicci, svelti nell’usare le mani e poco inclini a speculare sui fenomeni paranormali. Possiedono una tecnologia avanzatissima (il badile) e una potentissima arma di distruzione di massa (il piccone) con i quali sistemano ogni problema, grazie all’aiuto dei nuovi, “esuberanti” poteri sovrannaturali dell’agricoltore-vampiro.

Nume tutelare della storia, presente pur senza mai essere citato direttamente, è un Giovannino Guareschi catapultato nella dimensione folle della contemporaneità, dalla quale la Bassa mantovana sembra uscirne indenne, capace com’è di mantenere intatto quel mondo contadino fatto di concretezza e saggezza spicciola.

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Asad e il segreto dell’acqua | FantasyMagazine


Nuovo romanzo per Alberto Cola, prolifico ed eccellente autore del Fantastico (più votato alla SF, per la verità) che fa uscire questo suo nuovo lavoro intitolato Asad e il segreto dell’acqua. Su FantasyMagazine.

Il giovane Asad è predestinato a diventare amenokal, il capo supremo del territorio tuareg. Ma non solo. È anche predestinato a salvare le sue terre da una tremenda e inspiegabile siccità. Per farlo, però, dovrà attraversare il deserto e raggiungere Bab El Had, il luogo in cui nasce il Bene, e lottare contro lo spirito maligno che impedisce all’acqua di sgorgare dalla sorgente.

Il volo del pellicano. Un thriller alchemico-esoterico in libreria! | ThrillerMagazine


Il volo del pellicano è un thriller alchemico-esoterico scritto da Giovanni Francesco Campeoro e pubblicato recentemente dalla casa editrice Melchisedek.

Nel romanzo, Giulio Cortesi, un grafico quarantenne, disoccupato e con la passione per la cucina, si trova per caso e all’improvviso coinvolto in un’insolita ricerca, un’avventura intellettuale tra antichi simboli e opere d’arte, che lo porterà a scoprire i segreti dei Rosa+Croce, degli iniziati alla fratellanza, dei personaggi storici che nei secoli hanno costruito il destino della Stirpe di David.

Questo è l’incipit della segnalazione apparsa su ThrillerMagazine, un romanzo strano ed esoterico che non può non intrigare chi fa delle ricerche altre la sua cifra di vita.

L’incontro apparentemente casuale di Giulio con il professore torinese Annibale Mercurio mette in moto una sequenza di eventi e di altri incontri con persone inconsuete che apriranno a Giulio un mondo sconosciuto e stimolante. Il punto di partenza della ricerca è l’analisi delle opere del Giorgione per dimostrare la sua appartenenza alla fratellanza. Durante le ricerche Giulio fa amicizia con due personaggi singolari: l’anziano architetto Quinto Ammonio Solfo, membro di una loggia massonica e raffinato intellettuale, e frà Tommasino di Chiaravalle, al secolo Tommaso Sale, un anziano mistico. Entrambi daranno a Giulio utilissime indicazioni sulla pista da seguire per addentrarsi nei misteri dei Rosa+Croce. Altri indizi gli vengono forniti in sogno da Cecilia, la fanciulla amata dal Giorgione, morta di peste a Venezia nel 1511. A questo punto il protagonista ha varcato la soglia di un mondo che non conosceva, è proiettato in una dimensione spirituale che lo porta a una comprensione diversa e più profonda della realtà. Ma la morte riporterà parzialmente Giulio nel mondo del presente.

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La gioia di uccidere | ThrillerMagazine


Un romanzo che m’intriga, apparentemente sconclusionato ma ricco di suggestioni surreali, un confondersi di continuum e di vita umana che mi lascia piacevolmente disorientato. Su ThrillerMagazine, parliamo de La gioia di uccidere, di Harry Maclean.

Il bene e il male non esistono…

Uno scrittore che butta giù la sua storia con la Underwood in una casa isolata tra i boschi del Minnesota. Quaranta anni dopo un episodio avvenuto nell’ultima carrozza di un treno del Midwest. L’amore, il sesso con una bella ragazza incontrata lì per caso. I tremori e la passione rivissuti nei minimi particolari a cui si intrecciano immagini di altri episodi: una ragazza a pagamento offerta da un anziano pedofilo a lui e al suo amico David; l’annegamento misterioso dell’altro amico Joseph; il tradimento dello stesso David con sua moglie; l’uccisione di Shelley Duval dal “collo lungo e bianco come quello di un cigno”.

Mentre batte a macchina là fuori le stelle si stanno facendo più intense, il vento sbatte un ramo sottile contro la finestra, i rumori grattano intorno alla casa. Una notte come un concerto, come un’opera teatrale di spirito e di bellezza.

Ricordi e ricordi, lo sforzo continuo della memoria (ma sarà tutto vero?), i poliziotti che bussano alla porta, l’urlo rivolto a Joseph, e poi silenzio. Silenzio assoluto.

E via si ricomincia, il presente e il passato che si intrecciano e divincolano fra loro, il lago, la scogliera, frammenti, “scene sbilenche”, attimi di pausa, riprese, lui insegnante al College di Booneville, il suo romanzo “Il professore” con la teoria che “gli esseri umani, come gli altri animali, sono essenzialmente amorali”, e poi l’altro parto “La gioia di uccidere” che provoca contrasti e discussioni. Nichilista, nega la presenza del bene e del male, unica possibilità un momento di armonia casuale come l’incontro con la ragazza sul treno e l’ipotesi che un uomo possa sentirsi bene dopo avere ucciso.

Cinquantadue anni, niente figli, diversi amanti, il non amore con la prima moglie, il gatto Thesis, spicchi di vita, il padre alla guerra di Iwo Jima,  un tourbillon di sensazioni e ancora la ragazza del treno che lo ha ammaliato, il coltello nella sua borsa (perché?), sesso e sangue dappertutto, una disperata ricerca della verità.

Alla fine la ragazza “Voglio raccontarti una storia”. E la storia è quella del suicidio del fratello e il suo inestinguibile senso di colpa. Qui la casa trema, le finestre sbattono, cade per terra, urta la testa contro il lato della sedia. Ancora altre scene si affacciano alla mente: l’uccisione dell’amico David e dell’anziano pedofilo Willie, lo zippo, il coltello, il sangue. Ma tutto è confuso, incerto. Realtà o illusione? Verità o finzione? Uccisore o, addirittura, ucciso?

Scrittura che si allunga, si accorcia, si avvolge su se stessa come i fatti raccontati in una sorta di continuo delirio di una mente allucinante e allucinata. E la recensione un po’ si adegua.

Da Genzano, verso Nemi… | Robert Christopher – Dream Time Station


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